Ce l’ha Chia un progetto per l’inclusione

Oggi vi parlo di Ce l’ha Chia, un progetto per l’inclusione.
Mi sono permessa di inserire un articolo nella rubrica dedicata alle storie relative al mondo senza glutine per raccontarvi la bellissima esperienza che ho vissuto in una delle scuole elementari del Casentino.
Il libro “Ce l’ha Chia!” infatti è diventato un progetto per l’inclusione che ho avuto la possibilità, grazie al Comune di Bibbiena, al corpo docenti e alla Dirigente della scuola primaria di Soci, di portare nelle classi seconde e terze della scuola elementare XIII Aprile del mio paese.
Il progetto
Il progetto intende spiegare la celiachia in parole semplici attraverso non solo la lettura del libro “Ce l’ha Chia!” ma anche avvalendosi di una serie di attività che hanno visti protagonisti i bambini, attraverso il gioco, aiutandoli a comprendere non solo cosa sia la celiachia ma soprattutto l’inclusione. Al di là di quale sia la diversità che ci contraddistingue nessuno, per alcun motivo, deve essere escluso.
Le attività
Assieme ai bambini abbiamo visto la differenza tra un “pancino triste” ed un “pancino felice”. Come per quest’ultimo il glutine sia amico mentre per il primo sia percepito come un nemico che impedisce di assorbire vitamine e minerali dagli alimenti.

Oltre a questo abbiamo fatto altri giochi che ci hanno permesso di comprendere quanto sia importante l’inclusione sia nel gioco che nell’alimentazione perché includere non significa forzare a diventare tutti uguali, ma adattare le piccole cose con sensibilità affinché tutti possano sentirsi inclusi, a prescindere dalla particolarità che li caratterizza.

La lettura
Dopo una serie di attività interattive abbiamo letto assieme il libro “Ce l’ha Chia!” e i bambini hanno accompagnato Chia nel suo percorso iniziato da malesseri, paure e derisioni che però termina con Chia felice e sorridente che finalmente non solo sta bene ma condivide il pasto assieme ai suoi amici.
I bambini l’hanno accompagnata in questo percorso e poi hanno fatto il resto… Hanno dato spazio alla loro fantasia disegnando quello che il progetto ha suscitato in loro. Chi ha disegnato tante emozioni, chi Chia triste o sorridente, qualcuno ancora i cibi con glutine o senza glutine. Insomma, hanno fatto dei veri e propri capolavori dimostrando, come sempre, che i bambini sanno ascoltare e trasformare quello che ascoltano in qualcosa di ancora più bello.
Se il germe dell’inclusione è seminato tra di loro non c’è alcun dubbio che in futuro sboccerà e sarà custodito con cura.


