La celiachia ha gradi?

Inauguriamo la nostra nuova rubrica del “VERO o FALSO” che ci aiuterà a sfatare i falsi miti alimentari che aleggiano intorno alla celiachia. A chi non è capitato, almeno una volta, di sentirsi chiedere “Che grado di celiachia hai?”. E’ una domanda posta molto di frequente, a volte da qualche ristoratore, altre semplicemente da un conoscente. Oggi andremo a sfatare questo mito, spiegando perché la celiachia non abbia gradi.

La celiachia non ha gradi
La celiachia è una malattia On/Off: o la si ha, o non la si ha.
Essendo una malattia autoimmune la diagnosi è unica, non ha gradi come una cintura di karate o come un termometro; si è celiaci o non lo si è.
Se sei celiaco il tuo sistema immunitario attacca l’intestino ogni volta che viene ingerito glutine, anche nel caso non si avvertissero sintomi immediati, il danno interno avviene comunque.
Probabilmente questa falsa convinzione nasce dal fatto che le persone prima di essere diagnosticate potrebbero avere sintomi diversi. Qualcuno potrebbe essere addirittura asintomatico, non avvertire nulla come sintomo evidente, ma il suo intestino si danneggia lo stesso. Mentre altri potrebbero avere sintomi importanti quali, ad esempio, problemi gastrointestinali (diarrea o stipsi), gonfiori e dolori addominali, rallentamento nella crescita, carenza di ferro, stanchezza cronica, dermatiti, ed altro…
Questo non significa però che la celiachia abbia gradi, semplicemente ogni soggetto è diverso e l’organismo può manifestare il disagio in modo differente. La domanda, probabilmente, spesso viene posta anche per sapere come trattare l’eventuale contaminazione. La soglia di tolleranza è zero per tutti. Nella celiachia la soglia di sicurezza è fissata a un massimo di 20 ppm (parti per milione) di glutine, ovvero meno di 20 mg di glutine per kg di alimento. Questo è uno standard internazionale e applicato a livello di Unione Europea. Il danno può essere variabile, ma l’unica “cura” (benché dalla celiachia ad oggi non si guarisca) rimane la dieta permanente rigorosamente priva di glutine.
La scala di Marsh, confusione tra “grado” e “danno”
In fase di diagnosi, a seguito della biopsia intestinale potrebbero emergere, delle classificazioni per fotografare il livello di danno in un preciso momento. E’ il danno a poter essere variabile, ma non la diagnosi. Il danno può infatti essere classificato come:
- Marsh 1: Infiammazione iniziale
- Marsh 2: Iperplasia della cripte (le cellule si stanno moltiplicando in modo anomalo)
- Marsh 3: Atrofia dei villi parziale o totale
Questi non sono gradi della celiachia ma una scala per classificare i danni in un preciso momento, un paziente Marsh 1 deve seguire la stessa identica dieta priva di glutine del paziente Marsh 3, dal momento che il rischio di complicazioni a lungo termine è esattamente lo stesso.
Concludendo l’eventuale mancanza di sintomi non significa che la celiachia sia lieve, la celiachia è una condizione assoluta che non ha gradi, ciò che può cambiare è solo il modo in cui il corpo può manifestare il disagio.