La celiachia si attacca come un raffreddore

Oggi parliamo di questo falso mito: la celiachia si attacca come un raffreddore. Potrà sembrare ad alcuni un’assurdità ma in realtà, tutt’oggi, è importante parlare in modo chiaro anche di questo argomento. Per esempio anni addietro, quando la celiachia era meno conosciuta rispetto ad ora, ad un celiaco è successo che sia stato richiesto un certificato per attestare che la celiachia non si attacca in acqua. Ovviamente la celiachia non si attacca né con l’aria, né con la saliva e neppure con il contatto. La celiachia è una malattia autoimmune, non infettiva. Prevede una predisposizione genetica e nel caso si sia predisposti non è detto che la si sviluppi nel corso della vita e in ogni caso, questo, prescinde da ogni tipo di contagio.

Differenza tra contagio e contaminazione
A volte si potrebbe essere portati a pensare che la celiachia sia contagiosa perchè, ad esempio, i celiaci devono fare attenzione al cibo e usare piatti separati rispetto a coloro che mangiano cibo che contiene glutine. Ed è qui che è fondamentale fare chiarezza. Il termine contaminazione collegato al tema della celiachia significa in parole semplici che il cibo senza glutine può “sporcarsi” di glutine e quindi superare la soglia dei 20 ppm (parti per milione) di glutine tollerabile negli alimenti per una persona celiaca. Se un cucchiaio tocca la pasta con glutine e poi la pasta senza glutine, quella è contaminazione. Ma non è contagio, perché non passa nulla da un bambino all’altro. Contagio, invece, ha un significato del tutto diverso; vuol dire che una malattia può passare da una persona all’altra cosa non possibile con la celiachia che, come abbiamo detto, non è una malattia infettiva.
La celiachia non si attacca, l’esclusione sì
E’ importante quindi sottolineare che ci si può sedere tranquillamente accanto ad un compagno celiaco anche durante i pasti, non bisogna allontanarsi per paura. Come compagno di un bambino celiaco si possono rispettare poche regole e avere qualche accortezza senza farlo pesare e senza fare battute come: “Il mio cibo è più buono del tuo”. In poche parole: la celiachia non si attacca ma l’esclusione sì. Se viviamo in una società in cui abbiamo più consapevolezza su questa malattia, l’inclusione nel tempo potrebbe diventare la normalità.