CE L'HA CHIA!: La celiachia vista con gli occhi di un bambino - Libro per l'infanzia per spiegare la celiachia con parole semplici

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La celiachia si attacca come un raffreddore

Oggi parliamo di questo falso mito: la celiachia si attacca come un raffreddore. Potrà sembrare ad alcuni un’assurdità ma in realtà, tutt’oggi, è importante parlare in modo chiaro anche di questo argomento. Per esempio anni addietro, quando la celiachia era meno conosciuta rispetto ad ora, ad un celiaco è successo che sia stato richiesto un certificato per attestare che la celiachia non si attacca in acqua. Ovviamente la celiachia non si attacca né con l’aria, né con la saliva e neppure con il contatto. La celiachia è una malattia autoimmune, non infettiva. Prevede una predisposizione genetica e nel caso si sia predisposti non è detto che la si sviluppi nel corso della vita e in ogni caso, questo, prescinde da ogni tipo di contagio.

La celiachia non è infettiva, nè contagiosa

Differenza tra contagio e contaminazione

A volte si potrebbe essere portati a pensare che la celiachia sia contagiosa perchè, ad esempio, i celiaci devono fare attenzione al cibo e usare piatti separati rispetto a coloro che mangiano cibo che contiene glutine. Ed è qui che è fondamentale fare chiarezza. Il termine contaminazione collegato al tema della celiachia significa in parole semplici che il cibo senza glutine può “sporcarsi” di glutine e quindi superare la soglia dei 20 ppm (parti per milione) di glutine tollerabile negli alimenti per una persona celiaca. Se un cucchiaio tocca la pasta con glutine e poi la pasta senza glutine, quella è contaminazione. Ma non è contagio, perché non passa nulla da un bambino all’altro. Contagio, invece, ha un significato del tutto diverso; vuol dire che una malattia può passare da una persona all’altra cosa non possibile con la celiachia che, come abbiamo detto, non è una malattia infettiva.

La celiachia non si attacca, l’esclusione sì

E’ importante quindi sottolineare che ci si può sedere tranquillamente accanto ad un compagno celiaco anche durante i pasti, non bisogna allontanarsi per paura. Come compagno di un bambino celiaco si possono rispettare poche regole e avere qualche accortezza senza farlo pesare e senza fare battute come: “Il mio cibo è più buono del tuo”. In poche parole: la celiachia non si attacca ma l’esclusione sì. Se viviamo in una società in cui abbiamo più consapevolezza su questa malattia, l’inclusione nel tempo potrebbe diventare la normalità.

Ilaria

Sono Ilaria, intollerante al glutine e mamma di una bambina celiaca. Da sempre ho un’anima divisa tra l’aspetto informatico/scientifico e quello umanistico. Informatica, ma anche giornalista pubblicista iscritta all’albo dal 2012. Ho coltivato la mia passione per la scrittura in varie forme… Il blog è l’ultima in ordine temporale. Qui unisco la passione per la scrittura a quella per questo nuovo mondo in cui ormai ho imparato, all’ inizio con un po’ di fatica, ad orientarmi: quello senza glutine.

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